Risultati Monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo a.s. 2024/2025
II Monitoraggio e i suoi risultati costituiscono un supporto per la progettazione e l’attuazione di interventi di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo. In relazione al tempo, i risultati annuali possono essere comparati per valutare l’impatto delle politiche attuate a livello ministeriale, regionale e scolastico sulla presenza e sull’andamento del bullismo.
Di seguito, una panoramica integrata dei principali risultati delle edizioni del Monitoraggio 20/21, 21/22, 22/23 e 24/25
PROCEDURA

NOTA MINISTERIALE
I partecipanti
RILEVAZIONE STUDENTI E STUDENTESSE – SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO
Le quattro edizioni del monitoraggio hanno visto un’adesione molto elevata di studenti e istituti scolastici. Se da un lato il numero di Istituzioni Scolastiche è rimasto pressoché invariato, gli studenti e le studentesse coinvolti sono diminuiti progressivamente nel tempo di circa un terzo, Nell’ultima edizione, si nota comunque un’inversione di tendenza con un incremento rispetto alla rilevazione del 2023.
RILEVAZIONE DOCENTI – SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI I E DI II GRADO
La partecipazione alla rilevazione rivolta ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, invece, resta piuttosto stabile nel tempo fin dalla prima edizione del monitoraggio, sia in termini di Istituzioni Scolastiche partecipanti sia in termini di docenti coinvolti.
Trasversalmente alle quattro edizioni si conferma un’alta partecipazione delle Istituzioni Scolastiche sia alla rilevazione studenti e studentesse sia alla rilevazione docenti.
La presenza dei fenomeni
PROSPETTIVA STUDENTI E STUDENTESSE:
Gli episodi di violenza tra pari sono un fenomeno che coinvolge un numero considerevole di studenti e studentesse, soprattutto nelle modalità faccia a faccia. Riferendosi ai 2/3 mesi precedenti alle rilevazioni, infatti, circa il 28% degli studenti e delle studentesse ha riportato di essere stato vittima di bullismo almeno una volta, mentre quasi il 19% ha dichiarato di aver preso parte attivamente a episodi di bullismo. Per quanto riguarda le forme cyber, si riscontra un andamento stabile con circa l’8% dei partecipanti che ha dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo mentre, si rileva una leggera crescita per le forme agite, circa l’8% ha riportato di aver preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo.
Dal confronto tra i dati 2021, 2022, 2023 e 2025 emerge un trend in leggero aumento degli episodi di vittimizzazione, soprattutto nelle sue forme sistematiche. Il bullismo, il cyberbullismo e la cybervittimizzazione, confermano la stabilità delle forme sistematiche nell’ultimo anno con un lieve aumento rispetto alle forme occasionali.
Nel complesso, dal punto di vista dei ragazzi e delle ragazze, i dati evidenziano la persistenza di difficoltà nelle relazioni tra pari, che si manifestano in forme diverse e con una certa stabilità nel tempo. Pur in presenza di alcune fluttuazioni, soprattutto nelle forme più sistematiche, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo continua a rappresentare un elemento di vulnerabilità del contesto scolastico e richiede un’attenzione costante da parte delle scuole e della comunità educante.


PROSPETTIVA DOCENTI:
i docenti delle scuole primarie evidenziano una certa stabilità nel tempo del bullismo agito e subito, mentre si conferma in diminuzione il cyberbullismo, sia agito che subìto.
I docenti delle scuole secondarie di primo grado evidenziano una tendenza alla stabilità del bullismo agito e subito mentre, i docenti delle scuole secondarie di secondo grado evidenziano un lieve aumento nel tempo del bullismo agito e subìto. Anche in relazione al cyberbullismo agito e subito si nota una prevalente stabilità.
I docenti delle secondarie stimano in media un livello di coinvolgimento del 5,85% nelle 4 dimensioni analizzate. Questo dato si conferma come molto distante da quello che viene riportato dai ragazzi e dalle ragazze. È possibile che questo sia dovuto al fatto che all’attenzione dei docenti giungono solo i casi di gravità maggiore, e da qui deriva una sottostima del fenomeno da parte dei docenti.
Il bullismo basato sul pregiudizio
PROSPETTIVA STUDENTI E STUDENTESSE: la vittimizzazione e il bullismo basati sul pregiudizio continuano a coinvolgere un numero considerevole di studenti e studentesse. Nell’a.s. 24/25, l’ 11,2% dei partecipanti ha dichiarato di aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico, il’7,9% di aver subito bullismo omofobico e il 7,2% di essere stato vittima di bullismo per una propria disabilità. In relazione ai comportamenti di bullismo agito, invece, il 10,4% degli studenti e delle studentesse ha dichiarato di aver agito prepotenze prendendo di mira un compagno a causa della sua etnia/origine, l’11,1% di aver agito comportamenti di bullismo omofobico e il 6,9% di aver preso di mira qualcuno per una sua disabilità.
Dal confronto tra i dati della rilevazione precedente emerge un trend di generale stabilità della vittimizzazione ad eccezione di quella di tipo etnico in aumento di oltre un punto.

Per quanto riguarda il Bullismo agito basato sul pregiudizio o sullo stigma, emerge una tendenza all’aumento in tutte e tre le tipologie indagate. In particolare si segnalano aumenti significativi nel bullismo di tipo omofobico ed etnico che crescono sia nella forma sistematica che in quella occasionale. Questo evidenzia, da un lato, i cambiamenti del contesto scolastico, sempre più multietnico ed inclusivo, dall’altro le difficoltà di alcuni studenti e studentesse ad accettare la diversità. Risulta importante notare che dinamiche di questo tipo possono essere legate a contesti di legittimazione sociale di determinati comportamenti
Le reazioni degli insegnanti agli episodi di bullismo

Quando in classe si verificano episodi di bullismo i docenti possono intervenire in molteplici modi: mediando la relazione tra bullo e vittima, attivando una discussione di gruppo in classe, fornendo supporto alla vittima e/o applicando metodi disciplinari nei confronti dei prepotenti. In tutti e tre i livelli di scuola, i docenti hanno dichiarato di adottare spesso o sempre queste strategie di intervento quando necessario. Al contrario, gli studenti e le studentesse delle secondarie di secondo grado hanno dichiarato che gli insegnanti intervengono solo a volte in caso di bullismo a scuola. Questi dati rimangono stabili rispetto alle rilevazioni precedenti e sembrano in linea con l’ipotesi secondo cui i casi meno gravi restano sommersi non arrivando all’attenzione di molti docenti.
Implementazione degli aspetti normativi: la Legge 71/2017

Con la Legge n. 71 del 2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo”, sono state introdotte una serie di misure per favorire nei giovani una maggiore consapevolezza sul disvalore dei comportamenti persecutori che, generando emarginazione ed isolamento, possono portare a conseguenze molto gravi sulle vittime. Tra le altre cose, la Legge n. 71 prevede che all’interno di tutte le Istituzioni Scolastiche venga nominato almeno un decente referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
Nell’a.s. 2024/2025, quasi l’83% dei docenti di scuola primaria, il91%% dei docenti di scuola secondaria di primo grado e l’86% dei docenti di scuola secondaria di secondo grado hanno dichiarato che nella propria scuola è stato nominato il docente referente. Il dato della quarta rilevazione conferma l’andamento in crescita con la figura del docente referente che aumenta la propria presenza nelle scuole.
Sebbene il docente referente sia diffusamente presente nelle scuole italiane, questa figura continua ad essere meno conosciuta tra gli studenti e le studentesse. Il 44%, infatti, dichiara di non averne mai sentito parlare. La conoscenza del referente tra gli studenti e le studentesse, tuttavia, anche fra i ragazzi e le ragazze si conferma in aumento nel tempo. Infatti la percentuale di coloro che dichiarano di sapere chi è il docente referente della loro scuola è passata dal 21% dell’a.s. 2022/2023 al 23% dell’a.s. 2022/2025.
Implementazione degli aspetti normativi: le Linee di Orientamento 2021
In accordo con quanto disposto dalla Legge n. 71 del 2017, la quale prevede l’aggiornamento biennale delle Linee di Orientamento per la prevenzione ed il contrasto del bullismo, il 18 febbraio 2021, il Ministero dell’Istruzione ha diffuso l’aggiornamento delle Linee guida 2021. Tra le altre cose, il documento prevede una serie di raccomandazioni alle Istituzioni Scolastiche tese a prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in maniera efficace, tra cui l’istituzione di un team Antibullismo/e per l’emergenza e la diffusione all’interno delle Istituzioni Scolastiche di un protocollo per la presa in carico e la gestione dei casi di bullismo e cyberbullismo tra pari.
La nomina di unTeam Antibullismo/per l’Emergenza risulta in aumento nelle scuole italiane, soprattutto nelle secondarie di primo e di secondo grado, dove, rispetto all’a.s. 2022/2023, nell’a.s. 2024/2025 si registra un aumento del 10% tra i docenti che dichiara che il team è presente nella sua scuola. Nello specifico, nell’a.s. 2024/2025, il 55,3% dei docenti della primaria, il 61,9% dei docenti della secondaria di primo grado e il 56,7% della secondaria di secondo grado dichiara che nella propria scuola è stato istituito il Team Antibullismo per l’Emergenza. Rimangono comunque significative le percentuali di coloro che dichiarano di non sapere se nella propria scuola sia stato istituito il Team Antibullismo per l’Emergenza (tra cui per la primaria il 33%, per la secondaria di primo grado il 26% e per le scuole di secondo grado il 32%).
L’adozione di un protocollo di presa in carico delle situazioni di bullismo e cyberbullismo si presenta come un processo in progressiva attuazione nelle scuole italiane: è in costante aumento del tempo. Nella rilevazione dell’a.s. 24/25 il 57,9% dei docenti delle scuole primarie dichiara che è stato adottato, così come il 66,6%% dei docenti della scuola secondaria di primo grado e il 59,7% dei docenti della secondaria di secondo grado.

CONCLUSIONI
Alla luce dei risultati possiamo affermare che gli episodi di prepotenza tra pari sono un fenomeno che coinvolge un numero considerevole di studenti e studentesse, soprattutto nelle modalità faccia a faccia. Risulta, tuttavia, necessario tenere in considerazione che una parte dei fenomeni non emerge, restando all’oscuro della consapevolezza della scuola e dei docenti.
Questo dato è evidente nelle discrepanze fra le percezioni rilevate fra studenti e docenti. I docenti, infatti, ritengono di intervenire molto di più e in modo più attivo rispetto a quanto è stato riportato dagli studenti e dalle studentesse.
Inoltre, sebbene la percentuale di studenti e studentesse che dichiarano di essere stati coinvolti in almeno un episodio di bullismo risulti abbastanza stabile nel tempo, alcuni fenomeni sembrano in aumento. Fra questi, si segnala un aumento della vittimizzazione e del bullismo agito basati sul pregiudizio e sullo stigma, in particolare quelli su base etnica e di tipo omofobico che possono costituire un segnale di allarme di cambiamenti sociali rilevanti nelle scuole.
Dal punto di vista di esposizione ad Online Hate speech, a seguito della riduzione osservata dopo la Pandemia del COVID permane un andamento stabile.
Da parte loro, le scuole risultano impegnate sul fronte della prevenzione e del contrasto ai fenomeni, avendo avviato una serie di azioni per dotarsi di strumenti e di risorse per la prevenzione (es. incontri di sensibilizzazione) e la presa in carico dei fenomeni. Tuttavia i docenti percepiscono l’ambiente scolastico molto più sicuro e con regolamentazioni più chiare rispetto a quanto lo ritengano gli studenti.
Un dato di rilievo da segnalare è sicuramente il fatto che il processo di adeguamento alle disposizioni contenute nelle leggi 71 e 70 e nelle linee guida degli Orientamenti 2021 risulta in crescita in tutte le rilevazioni.
Alcuni aspetti richiedono ulteriore attenzione: da una parte, alcune azioni e strumenti sono ancora parzialmente implementati (es. team antibullismo per l’emergenza, protocollo per la presa in carico e per la gestione delle situazioni di bullismo e cyberbullismo), mentre, dall’altra, nelle scuole già dotate di tali risorse sembra mancare una conoscenza e una consapevolezza diffusa e condivisa nella comunità scolastica delle azioni messe in atto. Si rende forse necessario un ulteriore sforzo volto ad una comunicazione ampia e diffusa che raggiunga tutti i membri della comunità scolastica, docenti, studenti, studentesse e famiglie in merito a cosa le scuole stanno effettivamente facendo e quali sono gli strumenti e le risorse di cui si sono dotate per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo.






