Risultati Monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo a.s. 2022/2023

II Monitoraggio e i suoi risultati costituiscono un supporto per la progettazione e l’attuazione di interventi di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo. In relazione al tempo, i risultati annuali possono essere comparati per valutare l’impatto delle politiche attuate a livello ministeriale, regionale e scolastico sulla presenza e sull’andamento del bullismo.

Di seguito, una panoramica integrata dei principali risultati delle tre edizioni del Monitoraggio 20/21, 21/22 e 22/23.

PROCEDURA

NOTA MINISTERIALE

I partecipanti

RILEVAZIONE STUDENTI E STUDENTESSE – SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO

Le tre edizioni del monitoraggio hanno visto un decremento di partecipazione alla rilevazione student*: se da un lato il numero di Istituzioni Scolastiche partecipanti è rimasto pressoché invariato, gli studenti e le studentesse coinvolti sono diminuiti progressivamente nel tempo di circa un terzo.

  • A.S. 2020/2021

    Alla prima edizione hanno preso parte 314.500 studenti e studentesse da 765 Istituzioni Scolastiche 

  • A.S. 2021/2022

    Alla seconda edizione hanno preso parte 232.011 studenti e studentesse provenienti da 757 Istituzioni Scolastiche 

  • A.S. 2022/2023

    Alla terza edizione hanno partecipato 185.063 studenti e studentesse provenienti da 699 Istituzioni Scolastiche

RILEVAZIONE DOCENTI – SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI I E DI II GRADO

La partecipazione alla rilevazione  rivolta ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, invece, resta piuttosto stabile nel tempo fin dalla prima edizione del monitoraggio, sia in termini di Istituzioni Scolastiche partecipanti sia in termini di docenti coinvolti.

  • A.S. 2020/2021

    Alla prima edizione hanno preso parte 46.250 docenti afferenti a 1.849 Istituzioni Scolastiche statali

  • A.S. 2021/2022

    Alla seconda edizione hanno preso parte 50.538 docenti afferenti a 2.010 Istituzioni Scolastiche statali

  • A.S. 2022/2023

    Alla terza edizione hanno preso parte 44.070 docenti afferenti a 1909  Istituzioni Scolastiche statali

Trasversalmente alle tre edizioni si conferma un’alta partecipazione delle Istituzioni Scolastiche sia alla rilevazione studenti e studentesse sia alla rilevazione docenti.

La presenza dei fenomeni

PROSPETTIVA STUDENTI E STUDENTESSE: Gli episodi di violenza tra pari sono un fenomeno che coinvolge un numero considerevole di studenti e studentesse, soprattutto nelle modalità faccia a faccia. Riferendosi ai 2/3 mesi precedenti alle rilevazioni, infatti, circa il 25% degli studenti e delle studentesse ha riportato di essere stato vittima di bullismo almeno una volta, mentre circa il 18% ha dichiarato di aver preso parte attivamente a episodi di bullismo. Per quanto riguarda le forme cyber, circa l’8% dei partecipanti ha dichiarato  di aver subito episodi di cyberbullismo mentre il 7% ha riportato di aver preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo.

Dal confronto tra i dati 2021, 2022 e 2023 emerge un trend in leggero aumento degli episodi di vittimizzazione, soprattutto nelle sue forme sistematiche. Il bullismo, il cyberbullismo e la cybervittimizzazione, invece, sebbene risultino piuttosto stabili nel tempo, evidenziano un lieve aumento delle forme sistematiche e una lieve diminuzione delle forme occasionali.

Nel complesso dal punto di vista dei ragazzi,  in un anno di pieno rientro alla vita sociale, post-pandemia,  persistono molte difficoltà nelle relazioni tra compagni e compagne.

PROSPETTIVA DOCENTI: I dati del monitoraggio continuano ad evidenziare un divario tra ciò che viene vissuto dagli studenti e dalle studentesse e ciò che viene percepito dai docenti. Nelle scuole secondarie di secondo grado, infatti, i docenti stimano che sia coinvolto nei fenomeni circa il 6% degli studenti e delle studentesse, un dato lontano da quello riportato dai ragazzi e dalle ragazze. Sembra, quindi, che solo gli episodi più gravi e sistematici arrivino all’attenzione dei docenti, mentre quelli meno gravi, ma non per questo senza conseguenze, rimangano sommersi.

Il bullismo basato sul pregiudizio

PROSPETTIVA STUDENTI E STUDENTESSE: Anche la vittimizzazione e il bullismo basati sul pregiudizio continuano a coinvolgere un numero considerevole di studenti e studentesse. Infatti, nell’a.s. 22/23, il 10,1% dei partecipanti ha dichiarato di aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico, l’8,1% di aver subito bullismo omofobico e il 7,4% di essere stato vittima di bullismo per una propria disabilità. In relazione ai comportamenti di bullismo agito, invece, l’8,2% degli studenti e delle studentesse ha dichiarato di aver agito prepotenze prendendo di mira un compagno a causa della sua etnia/origine, il 9,3% di aver agito comportamenti di bullismo omofobico e il 6,5% di aver preso di mira qualcuno per una sua disabilità.

Dal confronto tra i dati 2021, 2022 e 2023 emerge un trend in aumento della vittimizzazione, soprattutto nelle sue forme sistematiche. Il bullismo, il cyberbullismo e la cybervittimizzazione, invece, sebbene risultino piuttosto stabili nel tempo, evidenziano un lieve aumento delle forme sistematiche e una lieve diminuzione delle forme occasionali.

Rispetto alle rilevazioni precedenti, emerge una  tendenza all’aumento della presenza dei fenomeni di bullismo e vittimizzazione basati sul pregiudizio, soprattutto nelle loro forme sistematiche. Questo evidenzia, da un lato, i cambiamenti del contesto scolastico, sempre più multietnico ed inclusivo, dall’altro le difficoltà di alcuni studenti e studentesse ad accettare la diversità.

Le reazioni degli insegnanti agli episodi di bullismo

Quando in classe si verificano episodi di bullismo i docenti possono intervenire in molteplici modi: mediando la relazione tra bullo e vittima, attivando una discussione di gruppo in classe, fornendo supporto alla vittima e/o applicando metodi disciplinari nei confronti dei prepotenti. In tutti e tre i livelli di scuola, i docenti hanno dichiarato di adottare spesso o sempre queste strategie di intervento quando necessario. Al contrario, gli studenti e le studentesse delle secondarie di secondo grado hanno dichiarato che gli insegnanti intervengono solo a volte in caso di bullismo a scuola. Il dato sembra in linea con l’ipotesi secondo cui i casi meno gravi restano sommersi non arrivando all’attenzione di molti docenti.

Implementazione degli aspetti normativi: la Legge 71/2017

Con la Legge n. 71 del 2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo”, sono state introdotte una serie di misure per favorire nei giovani una maggiore consapevolezza sul disvalore dei comportamenti persecutori che, generando emarginazione ed isolamento, possono portare a conseguenze molto gravi sulle vittime. Tra le altre cose, la Legge n. 71 prevede che all’interno di tutte le Istituzioni Scolastiche venga nominato almeno un decente referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Nell’a.s. 2022/2023, l’80% dei docenti di scuola primaria, l’87% dei docenti di scuola secondaria di primo grado e l’82% dei docenti di scuola secondaria di secondo grado hanno dichiarato che nella propria scuola è stato nominato il docente referente.

Sebbene il docente referente sia diffusamente presente nelle scuole italiane, questa figura risulta poco conosciuta tra gli studenti e le studentesse. Il 47%, infatti, dichiara di non averne mai sentito parlare. La conoscenza del referente tra gli studenti e le studentesse, tuttavia, risulta in aumento nel tempo. Infatti la percentuale di coloro che dichiarano di sapere chi è il docente referente della loro scuola è passata dal 13% dell’a.s. 2020/2021 al 21% dell’a.s. 2022/2023.

Implementazione degli aspetti normativi: le Linee di Orientamento 2021

In accordo con quanto disposto dalla Legge n. 71 del 2017, la quale prevede l’aggiornamento biennale delle Linee di Orientamento per la prevenzione ed il contrasto del bullismo, il 18 febbraio 2021, il Ministero dell’Istruzione ha diffuso l’aggiornamento delle Linee guida 2021. Tra le altre cose, il documento prevede una serie di raccomandazioni alle Istituzioni Scolastiche tese a prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in maniera efficace, tra cui l’istituzione di un team Antibullismo/e per l’emergenza e la diffusione all’interno delle Istituzioni Scolastiche di un protocollo per la presa in carico e la gestione dei casi di bullismo e cyberbullismo tra pari.

La nomina di unTeam Antibullismo/per l’Emergenza risulta in aumento nelle scuole italiane, soprattutto nelle secondarie di secondo grado, dove, rispetto all’a.s. 2021/2022, nell’a.s. 2022/2023 circa il 7% di docenti in più dichiara che questo sia presente nella sua scuola. Nello specifico, nell’a.s. 2022/2023, il 50% dei docenti della primaria, il 51% dei docenti della secondaria di primo grado e il 46% della secondaria di secondo grado dichiara che nella propria scuola è stato istituito il Team Antibullismo/per l’Emergenza. Rimangono comunque significative le percentuali di coloro che dichiarano di non sapere se nella propria scuola sia stato istituito il Team Antibullismo/per l’Emergenza (primaria 35%, secondaria di primo grado 32% e di secondo grado 39%).

L’adozione di un protocollo di presa in carico delle situazioni di bullismo e cyberbullismo si presenta come un processo in progressiva attuazione nelle scuole italiane: è apprezzabile che nel 2023, il 57% dei docenti di scuola secondaria di primo grado dichiara che è stato adottato, così come il 52% dei docenti della scuola primaria e il 51% dei docenti della secondaria di secondo grado.

CONCLUSIONI

In sintesi, la fotografia delle scuole nella fase post- pandemia mette in luce chiare difficoltà degli studenti e delle studentesse ad accettare la diversità e ad assumere comportamenti di rispetto e legalità nelle relazioni con i compagni. Parallelamente, i dati evidenziano che è in corso un processo di attivazione da parte delle Istituzioni Scolastiche di misure per far fronte ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo in modo più sistematico ed efficace.

Anche a seguito di questa terza rilevazione si evidenzia la necessità di rafforzare i presìdi e gli interventi di prevenzione e contrasto e la necessità di potenziare la comunicazione sia tra le Istituzioni e le singole scuole sia all’interno delle scuole, al fine di promuovere un maggior coinvolgimento di docenti e studenti, favorendo  una maggiore visibilità delle misure di prevenzione e contrasto e promuovendo un clima di fiducia verso il contesto scolastico da parte di studenti e studentesse.